martedì 18 giugno 2013

Uno, nessuno, centomila


Oggi vorrei azzardare e sostenere che probabilmente Luigi Pirandello è lo scrittore più amato dagli studenti italiani. Un po' perché si studia in quinta e la lettura obbligatoria almeno de "il fu Mattia Pascal" te lo fa sentire leggermente più vicino, un po' per le sue geniali trovate letterarie ( per cui s'è meritato un bel premiazzo Nobel per la letteratura), fatto sta che tutti amano Luigi (o, come diceva il mio prof. di Italiano al liceo, Gigi Piranda).
Scendendo nello specifico poi, non so voi, ma io sarò sempre grata a quel mercatino di libri usati dove comprai la mia copia di Uno, nessuno, centomila. Quei libri che ti cambiano la vita (o che te la fanno finire in un ospedale psichiatrico per le troppe riflessioni sull'identità..vabbè, ma è un rischio che per Gigi bisogna pur correre,no?)

"Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso".


Today I would dare to say that probably, the best-loved writer by the Italian students is Luigi Pirandello.
FIrst of all you study him when you're a senior and the compulsory reading of (at least) "The Late Mattia Pascal" makes you feel him slightly closer, second of all his brilliant literature ideas (which led him to a super-deserved Nobel Prize in Literature in 1934)...The result is everybody loves Luigi (or Gigi Piranda, as my Italian literature teacher used to call him in high school).
Specifically, I don't know you, but I'll always be grateful to that used bookstall where I got my copy of One, No one and One Hundred Thousands. One of those books that change your life (or....that make you finish it in an asylum because of your too many reflections upon identity...Well, that's a risk worth to be taken for Luigi!) ;)

"Of what I could be for me, not only you can't know anything, but not even me myself".





Uno, nessuno, centomila (One, No one, One Hundred Thousands)
Pen and graphite on paper.